13/13 – SHOULD I STAY OR SHOULD I GO?

FLAG ITA E ora tocca decidere. Ieri come oggi. Mi siedo sulla balaustra della finestra del mio ufficio e penso. Che cosa voglio davvero? Ieri come oggi. E’ incredibile come sia volato il tempo. 11 anni, 3 mesi e 24 giorni. E’ successo di tutto. Cose che non mi sarei mai aspettata. E altre invece non sono successe. Quelle che mi aspettavo, ovviamente.

Ogni tanto dicevo al biondino dagli occhi verdi (che mi guardava tra il divertito e lo spaventato) che entro i trent’anni avrei desiderato essere sposata, con 3 figli ed una carriera fantastica. Ho gli anni del Signore, e non ho nessuna di queste tre cose. Ma com’e’? Non lo dico lamentandomi, lo dico con consapevolezza. Con grande umiltà. Soprattutto, con grande riconoscenza. Perché nonostante tutto vado avanti sempre, con il sorriso. Ci provo. Non sempre ci riesco. Ogni tanto sbrocco. Ieri come oggi. Sbrocco perché non capisco come mai e’ cosi’ difficile.

L’altra cosa che dicevo spesso al biondino era questa: “per la nostra eta’, ne abbiamo già passate di cose difficili. Ora dovrebbero aspettarci un po’ di anni sereni. Non l’avessi mai detto! Ma ne ridevamo, giovani e forti come solo due innamorati possono essere. Nulla ci spaventava. Nulla per davvero.

Ieri come oggi, sono qui a decidere. Ma sono io davvero a decidere? Oppure e’ la vita che decide per me?

Mentre scrivo questa “mini-storia”, come le chiamo io, sono le 11.07 di martedì 5 settembre. Ieri sera ho parlato per due ore con Jenn, la mia carissima amica di New Orleans che ha condiviso con me ed il biondino ben 7 anni a New York prima di tornare nella sua città natale. Le ho detto:” non so se riuscirò a ritrovare l’Amore, forse non ne sono più capace”. Eppure tutto ruota intorno a questo. Per me. Jenn mi ha risposto cosi: “I think you are very strong. Even if you found love, in life we actually do things on our own“. Applauso.

Eh si. E’ vero. E’ proprio cosi’.

E allora mi siedo sulla balaustra e guardo fuori. L’Empire State sta li in mezzo, cosi’ enorme, cosi’ ingombrante. Credo di avere due opzioni possibili. Le stesse che avevo 11 anni, 3 mesi e 24 giorni fa: rimanere a New York e vedere che cosa questa città mi darà (e toglierà), come ho fatto fino ad ora. Bellissimo e logorante. Oppure cambiare strada. Provare a ripartire da zero in un altro paese, dove certamente mi verra’ dato e tolto comunque tanto. Perché e’ cosi’: la vita e’ cosi!

La realtà e’ questa: posso andare anche in capo al mondo, ma io rimarrò sempre io. Anna contro il mondo. Con le mie prerogative. Con le mie debolezze. Piena di dubbi. E di altrettante certezze. Curiosa. Passionale. Pragmatica. Intensa. Difficile. Facile. Incompleta. Da ricostruire.

Voi cosa ne dite?

Should I stay, or should I go?

FLAG US  It’s time. I have to decide. Today as much as yesterday.  I sit on the balustrade of my office’s window. What do I really want? Today as much as yesterday. It’s incredible how fast time has flown.11 years, 3 months and 24 days. Pretty much everything happened. Things that I wasn’t expecting. And others didn’t. The ones I was expecting, of course.

From time to time I would tell to the cute blond guy with green eyes (whom would look at me uncertain of whether to be happy or scared) that it was my desire to be married with 3 kids and an amazing career by the age of 30. I was certainly ambitious. I am now 33 and… I have none of these things. How come? I don’t meant to complain, I am simply being pragmatic. And humble. Most of all, grateful. ‘Cause despite all, I continue with a big smile on my face. Or at least I try. I am not always successful in doing it. At times I lose it. Today as much as yesterday. I lose it because I don’t get why it is so hard.

The other thing I used to say to the cute blog buy with green eyes is this: “for our age, we certainly went through a lot. We should be ok, have a few years of serenity”. I shouldn’t have said that out loud! Still, we would laugh at our destiny, young and strong as only two madly in love people can be. Nothing would scare us. Nothing.

Today us much as yesterday, I am about to take a decision. But am I really the one taking it? Or is it really life that decides for me?

While I write this short story, as I call them, it’s 11.07AM on Tuesday, September 5th. Yesterday evening I spoke with my friend Jenn for two hours. Jenn is originally from New Orleans, where she currently lives. For 7 years she shared her life with the cute blond guy and I, while we were all living in NYC.  l told her: ”I am not sure whether I will be able to find love again. Perhaps I am not capable anymore”. And yet, everything evolves around this. For me. This was Jenn’s answer: “I think you are very strong. Even if you found love, in life we actually do things on our own“.

Big applause.

Yes. That’s true. That’s exactly how it is.

So, I sit on the balustrade and I look outside the window. The imposing Empire State stands tall in front of me. I think I have two options, the same options I had 11 years, 3 months and 24 days ago: stay in New York and see what the city will give (and take away from) me, as I have done so far. Beautiful and draining. Or change road. Try to start all over again. Start from zero from another place, where for sure there would be things given and taken away from me. Because that’s the way things are: that’s the way life is.

Let’s have a reality check here: I can go literally anywhere in the world, it would still be me. Me against the world. With my prerogatives. With my weaknesses. Full of doubts. And full of as many certainties. Curious. Passionate. Pragmatic. Intense. Difficult. Easy. Incomplete. Ready to be rebuilt.

What do you think?

Should I stay, or should I go?

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