Sending the elevator down

Ho appena riattaccato il telefono.  E sorrido. Anche questa e’ andata. E’ stata davvero una bella intervista quella che ho appena terminato. Sorrido perché credo, mi auguro, di essere riuscita a trasmettere quello che ho dentro. Il messaggio che sto cercando di mandare da qualche mese a questa parte. Messaggio che ancora non e’ completo. Conosco molto bene il perché, le ragioni che mi spingono a raccontare questa storia, la mia storia. E ho in mente anche lo scopo finale. Eppure ancora i puntini non sono stati uniti. So che si uniranno, perché e’ sempre cosi’ nella mia vita, nella nostra vita. Facciamo tante cose che a volte appaiono slegate. Ma ad un certo punto hanno sempre senso. E’ cosi’ so che un giorno, che sento abbastanza vicino, mi guarderò intorno e diro’: ah ok, allora era per questo.

La bravissima Manuela Caracciolo, giornalista che si divide tra New York e l’Italia, mi ha intervistato ieri per La Voce di New York, magazine online che raccoglie le news della città per noi italiani e non. Mentre parlavo con lei ho pensato che avrei voluto condividere un concetto che ho in mente da tanto. L’ho sentito dire per la prima volta a  Kevin Spacey durante un’intervista per la sua fondazione: “if you have done well in whatever business you are in, it is your duty to send the elevator back down and try to help bring up the next generation of undiscovered talent”. Ovvero: se nel tuo lavoro le cose sono andate bene, qualsiasi esso sia, e’ tuo dovere mandare l’ascensore giù e cercare di aiutare a far crescere la prossima generazione di talenti ancora da formare”.

Ora, io sono ancora giovane e di strada ne ho tantissima da fare io stessa, eppure la prima cosa che mi e’ venuta in mente di fare appena ho avuto le risorse adeguate (tempo, le giuste connessioni, i fondi raccolti con la mia iniziativa charity Remembering Marco) era di provare a fare qualcosa, provare a restituire il “favore” fatto a me a suo tempo. Voglio cosi’ che altri studenti abbiano la possibilità di vivere il Sogno Americano.  Lo stesso sogno che io sto tutt’ora vivendo. Io credo che questo concetto di pay it forward, di mandare giu’ l’ascensore, sia una delle forze fondanti della cultura americana, in aggiunta all’innegabile meritocrazia.

Ecco. Appena potete, mandatelo giù quell’ ascensore.

Dopotutto, what goes around, comes around.

***

I just hanged down the phone. And I smile. Done. Check! It was really a lovely interview. I smile because I feel, I hope, that I was able to pass down what I have inside. The message I have been trying to send for the past few months. A message that isn’t complete yet. I know the “why”, the reasons that make me tell this story, my story. And I also know that final scope. The dots haven’t all been connected yet though. I know that they will, eventually. It has been this way in my life, in our lives. We do so many things, which sometimes seem a bit disconnected. But they will connect, at some point. I know that one day, a day that I feel is coming very soon, I will look around me and say: “ok, this is what it’s all about!”.

Manuela Caracciolo, journalist living between NYC and Italy, interviewed me for La Voce di New York, an online magazine that covers news on the city that never sleeps and beyond. While I was talking to her, I thought that there was a concept, one that is very dear to me, that I should share with you. I first heard it from Kevin Spacey during an interview he did for his foundation: “if you have done well in whatever business you are in, it is your duty to send the elevator back down and try to help bring up the next generation of undiscovered talent”.

While I am still young and I have a very long way to walk myself, the first thing I did as soon as I had enough resources (time, connections, the funds I collected with my charity initiative)  was to do something, to pay it forward. I want to give the same chance I had. I want other young students to live the American Dream. The same Dream that I am still living, right now at this moment. I believe that this concept is fundamental in the US. It is one of its founding strengths, in addition to the undeniable meritocracy.

As soon as you can, do send that elevator down.

After all, what goes around, comes around.

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