MARTY & THE CITY – Un intenso weekend

Sono appena uscita da un weekend intenso, fatto di esperienze che finora mai avrei immaginato di fare.

Venerdì mattina ho accompagnato Annalisa al Consolato Generale d’Italia a New York per presentare il progetto Remembering Marco e consegnare una copia del suo libro “Il Mio Ultimo Anno A New York” al Console in persona. Incontrare e poi parlare con personaggi così importanti come il Console e il Vice Console è stata un’emozione indescrivibile! Ho avuto modo di raccontare loro la mia esperienza come stagista alla Valentino qui a New York, grazie a Remembering Marco. Anche il semplice stare seduti in una sala di ricevimento al Consolato sarà un momento che ricorderò sempre con enorme piacere.

Mi stupisco sempre più della passione che Annalisa mette nel suo progetto e ancora una volta ho realizzato quanto sono stata fortunata a poter vivere un’opportunità del genere che mi sta letteralmente cambiando la vita. Spero di essere riuscita al meglio ad esprimere tutto l’entusiasmo che provo nel rappresentare questa incredibile iniziativa.

Il giorno successivo invece, incuriosita dall’idea, ho trascorso un’intera mattinata in kayak sul fiume Hudson.
Ancora mi sembra impossibile come un’attività così particolare sia totalmente gratuita, per di più in una città costosa come New York, dove anche l’aria che si respira pare abbia un costo!
Inutile dire quanto sia stato bello pagaiare per la prima volta, peraltro, di fronte allo skyline di New York.
Da una parte si vedevano i grattacieli del New Jersey e dall’altra quelli di DownTown, tra cui la Freedom Tower in tutta la sua maestosità.

Da brava amante della fotografia, non vedevo l’ora di immortalare questo momento unico e condividere una bella foto sui social come ricordo. Ero convinta di poter portare il cellulare con me nel kayak, ma
purtroppo non mi è stato permesso: infatti, una delle responsabili ha troncato il mio momento di felicità invitandomi a lasciare il telefono nell’armadietto, poiché sarebbe potuto cadere in acqua. Pensandoci bene, in effetti, è meglio rinunciare a una foto piuttosto che avere il telefono nel fondale dell’Hudson!
Dopo qualche ripensamento e con un pizzico di amarezza in bocca, ho capito che forse lasciarlo nell’armadietto sarebbe stato più sicuro e infatti così ho fatto.
Rassegnata, sono salita sul kayak. Il movimento con la pagaia era piuttosto intuitivo, ma per niente semplice da svolgere! All’inizio ero un po’ impacciata, ma dopo qualche pagaiata, ho imparato la tecnica e
sembravo decisamente più abile.
Esperienza davvero stupenda! C’era tutto! Il kayak, una bellissima giornata di sole, un venticello rinfrescante, e i grattacieli di New York. Mancava solo una foto!

Improvvisamente, i miei occhi sono stati attratti da una ragazza che si stava scattando dei selfie sul suo kayak.
“Beata lei” pensavo tra me e me. “Lei sì che può portarsi a casa una bella foto ricordo”.
Sennonché, mi è venuta un’idea geniale e mi sono precipitata subito per chiederle il favore di scattarmi una foto e di inviarmela poi sul mio cellulare. La tipa, visibilmente infastidita, non era per niente dell’umore giusto per aiutare un’estranea! Dopo un po’ di insistenza da parte mia, finalmente sono riuscita a convincerla a spendere 2 minuti del suo prezioso tempo per darmi una mano nell’impresa ardua.

Certo la foto non sarà eccezionale, ma meglio di niente! Intanto, ho la prova di essere stata sul kayak!

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