Maturità

Luglio 2002.

Fa caldo, caldissimo.

Il mio cognome inizia con la “M”, sono a meta’ della lista.

Arrivo con il mio vestitino color panna tempestato di fiorellini rossi – il mio gusto aveva gia’ preso un indirizzo ben definito all’epoca. Con me ho una cartina del Cile disegnata a mano con tanto amore. Ci sono tutte le sue 15 regioni che spaziano dal deserto di Atacama ai ghiacciai della Patagonia. La mia tesina e’ tutta dedicata al paese sudamericano dove sono stata l’anno prima per uno scambio culturale. Sono prontissima a parlare di Neruda e della Allende. Ho trovato qualche aggancio con D’Annunzio.

Emozionatissima, entro. La commissione e’ davanti a me. Ci sono tutti i miei Prof.

La Rosa di italiano. Il mio preferito. Non c’e’ niente da fare. Come spiega lui storia e letteratura, nessuno!

La Venier di tedesco.

La Marcantoni – “Marca” per tutti noi, di inglese.

La Rossi di storia dell’arte. Aspettavo ogni sua lezione con grande, grandissimo entusiasmo. L’arte e’ sempre stata parte della mia vita. Adoro perdermi per musei. Dipingere. Disegnare. La bella calligrafia. L’interior design. E’ tutto parte della stessa, bellissima, storia.

La Bacchilega – “Bacchi” di matematica. Mio amore e odio. Le dico che io non faro’ mai un lavoro collegato con la sua materia. Aggiungo sicura di me anche che la matematica non serve a niente.

Fast forward di 4 anni e mi ritrovo a lavorare in Finanza a Wall Street.

Non devo piu’ dire “io non”. Perche’ poi tanto mi capitano tutte.

Finisce con tanti abbracci e qualche lacrimuccia.

Mi mancheranno questi Prof. meravigliosi. Mi mancheranno i miei compagni.

Esco con un grande sorriso, dopo averli abbracciati tutti.

Sono pronta per il resto della mia vita. 

Gli anni delle superiori al Gritti sono stati per me splendidi. Anni di crescita vera. Con Prof. che insegnano con grande passione e dedizione.

Cosi’ quando mi e’ stato chiesto di tornarci e presentare il mio libro, mi sono sentita davvero la donna piu’ felice del mondo.

E cosi’ dopo 15 anni questa mattina ritornero’ nella mia vecchia scuola, dove ho imparato a viaggiare, ad apprezzare le culture diverse, a mettermi in gioco. A migliorare.

Non vedo l’ora di riabbracciare tutti i miei Prof. e di vedere i volti dei ragazzi che sono ora sui banchi di scuola. E poi spero di toccare le loro menti ed il loro cuore, il 22 marzo quindo ritornero’ con il mio libro in mano e con la storia di Anna e Marco.

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