CI SIAMO

Passaporto.

Valigia con opzioni estive ed invernali.

Gli outfit per le presentazioni del libro.

Un braccialetto con su scritto “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” come portafortuna.

L’astuccio di yuta comprato da Strand con dentro tutti i miei rossetti rossi.

Sono pronta. Devo solo chiudere. Le valigie.

La tapparella della camera degli ospiti è abbassata quasi fino al davanzale.

Intravedo qualcosa di giallo muoversi.

Sono loro: la famiglia felice del palazzo di fronte.

Abitano al decimo piano. La mamma è stesa sul divano ed apre le braccia in quello che sarà certamente un bellissimo abbraccio. La bimba con il pigiamino giallo arriva dal corridoio e, quasi sbandando, si tuffa sul divano. Occhi a mandorla, capelli nerissimi e la frangetta sfiziosa che scende a coprirle quasi lo sguardo. Tanto che il mento è sempre un po’ rialzato durante la sua camminata incerta. Arriva dopo pochi secondi il babbo, che si stiracchia, T-shirt bianca e pantaloni lounge oversize. Una tazza di caffè americano in mano. Osservo meglio, attività che adoro, e vedo anche il loro figlio più grande. È seduto sull’isola della cucina, sulla sinistra di questo quadretto famigliare. Una gamba a penzoloni sulla sedia alta. Credo stia mangiando.

Ed è un attimo.

Sale un magone incredibile.

Domani a quest’ora sarò in Italia. Di nuovo. Da sola. La mia testa è partita. Sono stata brava a tenere duro fino ad oggi. Dovevo finire. Tutto.

E l’ho fatto. Ora mi posso permettere un po’ di auto commiserazione. Durerà qualche minuto. Mi guarderò intorno e penserò che questo non era il mio piano. Che non vale così.  La testa sembrerà scoppiare. E poi passerà.

Un solo pensiero: “io forse non avrò mai questo”. Non mi sveglierò abbracciando mio figlio o mia figlia. E non sarà stata colpa di nessuno. Sarà stata la vita.

Piango un po’. Ok. Piango tanto. Forse è anche la stanchezza di questi giorni. Ho dormito poco. Ho dato tutto. Come faccio sempre io. Che do tutto fino alla fine. Che mi spendo fino alla fine. Che amo così intensamente, così profondamente.

Sono pronta. Devo solo chiudere. Il secondo. Bellissimo. Capitolo. Della mia vita. E ripartire.

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