American Cousins

Dovete sapere che ho dei cugini americani. Beh, non sono prorio dei cugini di sangue, ma li sento davvero come tali. Cosi’ mi vedete spesso fare un saltino in Connecticut (la prima “t” non si legge ragazzi!!!) proprio per andarli a trovare. Sono delle bellissime persone, dal cuore grande. Sono la mia famiglia qui a New York. Domani celebreremo i 50 anni di matrimonio di Kaithlin e Robert Sr.

La storia della mamma di  Robert Sr., Viola, e’ davvero bellissima. La mamma di Viola era partita con le due sorelle della piccola, ma aveva dovuto lasciare Viola in Italia in quanto cagionevole di salute. Viola avrebbe raggiunto non appena possibile la mamma e le sorelle. A portarla negli States sarebbe stato lo zio materno, Raimondo. Dopo sei mesi Viola tocca il suolo americano con lo zio e si ricongiunge alla famiglia. Lo zio rimane negli States per 5 anni e ritorna successivamente in Italia per dare una mano alla mamma ormai anziana. Passano gli anni e, con la morte prematura di Raimondo, i contatti tra le due famiglie in Italia e in America si fermano. Fino a che un giorno il nipote di Raimondo decide di fare un viaggio a New York e provare a ritrovare quel ramo della famiglia che era emigrato negli States.

Viola a questo punto e’ anziana. Un giorno di inizio estate suonano alla porta della sua casa, la stessa da ormai 70 anni. Apre con la dovuta lentezza la porta e chi si ritrova davanti? Un giovane uomo che somiglia cosi’ tanto allo zio Raimondo, il giovane uomo che aveva attraversato l’oceano per riportarla tra le braccia della mamma. Il giovane uomo si chiama Andrea ed e’ il nipote di Raimondo.

Una storia di immigrazione come tante, che fa sempre venire i brividi quando la si racconta.

Ecco, domani faro’ parte dei festeggiamenti per il 50mo anniversario del figlio di Viola, la bimba portata negli States dallo zio Raimondo. So gia’ che sara’ una bellissima festa.

Preparatevi dunque per un viaggio in treno da Grand Central a New Haven, dove si terra’ il ricevimento.

***

You should know that I have some American cousins. Well, they aren’t cousins by blood, but to me they feel like they are.  This also explains why you see me often leaving for Connecticut (do not read the first “t”, it is silent!). They are wonderful people, with a big heart. They represent my family here in the States. Tomorrow we are celebrating the 50th wedding anniversary of Kaithlin e Robert Sr.

The story of Robert Sr.’s mum, Viola, is truly amazing. Viola’s mum had left Italy to immigrate to the USA but could only bring two of her three daughters. The youngest one, Viola, was sick. She was to leave for the States as soon as she would feel better, accompanied by her maternal uncle Raimondo. Six months went by and Viola finally arrived in the USA to be reunited with her family while Raimondo remained in the USA for 5 years and finally went back for good to support his aging mother. The years went by and the two families in USA and Italy lost contact after Raimondo premature passing. Until one day when Raimondo’s nephew decides to travel to New York to find the American side of the family that had moved many years before.

At this point Viola is very old. On an early summer day the bell rings in her home, the same one she had been living on for the previous 70 years. She opened the door with the necessary slow pace and she can not believe her eyes: a tall man stands in front of her, one that looked a lot like her uncle Raimondo, the uncle who had brought her to USA from Italy so many years ago. That young man was Filippo, Raimondo’s nephew.

This is a very typical immigration story, which still gives me chills every time I tell it.

Tomorrow I will be celebrating the 50th wedding anniversary of Viola’s son, the little girl who was brought to US by her uncle Raimondo. I already know that it is going to be a great celebration.

Stay tuned for a train trip from Grand Central to New Haven, CT where the reception will take place.

 

 

 

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