Arrivo a New York

1.1

Come sapete ho preso questo anno per decidere cosa fare: rimanere a New York o tornare in Italia? O magari scegliere un paese nuovo e ricominciare daccapo? Si, perchè nel mio caso si tratta proprio di ricominciare.

Molti di voi conoscono la mia storia, ma non tutti. Poichè in questi giorni pre-ritorno in Italia siete in tantissimi a contattarmi per sapere che cosa ho deciso e come stanno andando le cose, credo sia ora di raccontarla un po’ questa storia.

Da poco ho festeggiato i miei 10 anni a New York e, in effetti, sono arrivata qui con un volo Swissair il 26 maggio 2006. La mia università, Ca’ Foscari a Venezia, prevedeva per il mio corso di laurea lo stage all’estero obbligatorio. Credo che tutti noi studenti di Commercio Estero al primo anno sognassimo come meta la prestigiosa New York, e al top del top c’era lo stage presso Valentino Fashion Group.

Decisamente era il mio, di sogno… e proprio a conferma che la vita è incredibile e tanto da, come tanto toglie, proprio io fui selezionata per partire con destinazione New York nella primavera del 2006.

Ricordo come fosse ieri il colloquio telefonico con il C.F.O. Ricordo l’emozione palpabile nel leggere l’email che mi dava la conferma dell’accettazione. Il trambusto generale a casa nei giorni prima della partenza, con la valigia aperta e mia madre che -passando nella mia cameretta con l’armadio a fiori- ogni tanto gettava gli Abbracci del Mulino, i crackers Doria ed un pezzo di parmigiano reggiano.

All’arrivo a New York mi aspettava quella che sarebbe stata la mia roommate per 3 mesi, una graziosissima ragazza turca con la quale avrei instaurato una bellissima amicizia. Mi portò nell’appartamento che avevo prenotato a distanza, tramite un altro caro amico, Fede. Ero lontanissima da Manhattan, e non me n’ero resa conto, così presa dall’assicurarmi un posto dove stare. Del resto non potevo permettermi un granchè. Così iniziai il mio commute di quasi un’ora tutti i giorni… più una camminata di 15 minuti… ero finita nel Queens losco e scomodo. Dopo qualche settimana avrei anche scoperto una “presenza” poco piacevole nel basement, nel seminterrato…

Eppure, niente mi avrebbe fermato. Allora come oggi, del resto.

Sentivo un fuoco dentro di me. Sapevo che avrei dovuto fare il massimo per sfruttare questa grandissima opportunità. Mi sarei impegnata. Non avrei mollato.

Mi sono chiesta molte volte che cosa mi abbia motivato all’epoca e credo che sia una questione di indole. Ma se dovessi individuare un episodio che mi ha spronato direi che è sicuramente quello che ho scritto nelle righe successive…

Avevo 16 anni. Ero appena tornata dal Cile. Un po’ rotondetta; ok parecchio cicciottella. Una persona della mia famiglia mi chiese che cosa volessi fare da grande.

“La manager”, fu la mia risposta.

Non sapevo neanche che cosa significasse. Ma non è questo il punto.

Ricordo il suo sguardo, come a dire “non ce la farai mai”. Ecco, questo mi ha motivato all’epoca. E mi motiva ancora oggi. E’ per questo che non accetto i NO. Sono assolutamente convinta di poter fare tutto (o quasi). Non perchè io sia particolarmente brava, anzi, ma per il semplice fatto che credo in quello che decido di fare. E ci credo fino in fondo. Allo stesso tempo, riconosco quando è ora di mollare.

Ecco, grazia anche a lui -che chiameremo P.P.- sono arrivata dove sono adesso. E di strada ne ho ancora tanta, tantissima da fare. Intanto però sono qui e continuo a lavorare sodo, a metterci tutta me stessa e a non mollare MAI.

Il mio messaggio vuole essere di speranza. Manco molto dall’Italia, ma anche dalla distanza so che spesso c’è l’impressione che se non si conosce qualcuno non si va da nessuna parte. Ecco, io non conosco proprio nessuno. I miei genitori sono persone semplicissime, come me del resto. Sono stata semplicemente molto fortunata a cogliere le opportunità che mi si sono presentate, a trovarmi al posto giusto nel momento giusto.

Destino vuole che il giorno dopo del mio arrivo a New York io incontri l’ormai famoso Marco. Un incontro che ha cambiato la mia vita. Altro che New York!

 To be continued…

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Infondi speranza, io non sono più giovane ma comunque leggendoti mi sembra di tornare indietro, nel tempo. Adesso posso solo sognare attraverso persone come te, che si raccontano. Grazie

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    1. Che belle parole che mi dedichi. Grazie Antonella! 😉

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      1. antonellagramigna ha detto:

        Le meriti! Se verrò a Ny ti cercherò. Sto scrivendo un libro , un romanzo che intreccia storie che uniscono l’Italia agli Usa. Spero di pubblicare presto così da portarlo anche all’estero. Un caro saluto

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