I voted!

Ore 8.30AM, puntualissima sono arrivata alla PS 78 (Public School numero 78) di Queens per votare.

Emozionatissima, ho detto alla volontaria che era la mia prima volta e lei, divertita, mi ha guardato e si è messa a ridere. “That’s great!”, ha semplicemente risposto.

Ho dato il mio nome e cognome.
La volontaria mi ha chiesto di fare lo spelling di “Menin”.
L’ho fatto.
Mi ha cercata nella lista contenente tutti i cognomi che iniziano con la lettera “M”: trovata!
Ho firmato sotto alla mia firma “ufficiale”, la stessa che è sulla mia patente di guida di New York State e sul mio passaporto americano.
Non mi hanno chiesto di vedere nessuna forma di identificazione, nota stonata di questo sistema elettore (assieme a qualche altra…). Chiunque avrebbe potuto andare al posto mio, copiando la mia firma.
Mi è stata data la mia scheda, dentro ad una cartellina di cartoncino, e le istruzioni in lingue diverse su come votare.
Mi sono messa in fila ed ho aspettato il mio turno.
Ho riempito i cerchi vicino ai nomi dei candidati prescelti con la penna nera e poi ho scannerizzato i moduli dentro ad una macchina automatica che leggerà le mie risposte.

E voilà, fatto!

C’era una fila bella lunga. In tutto ho impiegato circa 30 minuti per votare.

Alla fine, una sorridente volontaria mi ha ringraziato per aver votato e mi ha dato uno sticker, un adesivo con su scritto “I voted”.

Ecco, ho votato anche io, per la prima volta in questo paese. E mi sono sentita davvero orgogliosa, da immigrata quale sono, di essere arrivata fino a qui. Di aver piano piano trovato la mia strada, con non poche difficoltà nel mezzo e senza mai mollare.

Io sono una di quelli che ancora ci crede al Sogno Americano, in questo paese, e nelle sue opportunità che come qui, da nessun’altra parte. Forse perché lo sto vivendo sulla mia pelle, il sogno.

Un sogno che mi sono costruita piano piano, grazie alle tante persone che mi supportano e credono in me, spesso più di quanto io stessa riesca a fare.

E allora vado avanti bella diritta, spargendo la voce: it’s still alive, the American Dream. And I am living it!

***
Sono uscita con un gran sorriso dalla PS78, con il mio adesivo ben appiccicato sulla camicia blu. Penso che lo terrò fino a questa sera. Perché dietro ad un banalissimo sticker c’é un mondo intero, anzi tanti mondi: i sogni di milioni di persone che, come me, credono in questo paese. Non dimentichiamoci mai che solo qui esiste il diritto alla felicità – The Pursuit of Happiness.

É per questo che votiamo oggi, e per chi ancora deve arrivare. 

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