MARTY & THE CITY – tutti al mare

Finalmente quella mattina era arrivata. Dopo tre mesi dal mio arrivo a New York, mi aspettava la prima giornata di mare. Anzi, la prima giornata di Oceano!

Finora non ne avevo mai avuto l’occasione, un po’ per mancanza di tempo e un po’ perché convinta che le spiagge a New York non fossero nulla di eccezionale, paragonandole a quelle italiane. 

Ammetto che all’inizio di questa incredibile esperienza, a tutto pensavo tranne che mi sarebbe mancata un’estate al mare. Insomma, mi trovavo in una delle città più famose al mondo, a fare uno stage in un’azienda meravigliosa. Cosa mai poteva mancarmi? Avrei resistito tranquillamente senza i classici due, tre mesi di mare. 

Purtroppo non è stato proprio così. Per una ragazza come me proveniente da un paesino situato sulla bellissima costa adriatica e ritrovarsi a New York, con tutto quel cemento, non è stato semplice abituarsi.  

Ultimamente mi è poi capitato di rabbrividire di fronte allo specchio. Mi sono resa di quanto fossi bianca pallida. Io, che di solito d’estate ho la classica carnagione olivastra. Ho così realizzato che il momento di prendere un po’ di sole e di respirare un po’ di quel clima unico da spiaggia era arrivato!

Dopo un po’ di ricerche online su quali fossero i posti più carini dove andare, ho scelto Rockaway beach, una spiaggia sabbiosa stretta e lunga. Si trovava a un’ora e mezzo circa da New York, prima con la metro e poi l’ultimo tratto con il ferry boat. 

Appena arrivate, dopo un viaggio estenuante per il caldo afoso, sembrava quasi di essere catapultati in un film underground americano anni ’80. Murales e skaters per le strade, pescatori e surfisti sulla spiaggia, antiche palafitte, casette colorate di legno e l’immancabile bandiera americana esposta in bella vista sul porticato, bar caratteristici dove si potevano sperimentare decine di cucine diverse, dagli hamburger ai tacos, dal sushi alle quesadillas. 

Siamo andate dirette alla spiaggia. Quanto mi mancava quell’atmosfera! La sabbia che si attacca alla pelle, l’acqua gelida, il classico bagnino che fischia ogni 5 minuti, il chiasso delle centinaia di persone attorno a te. 

Ci siamo godute il tutto sorseggiando una limonata ghiacciata, con gli occhi di ragazzine sognatrici. Ebbene sì, eravamo proprio lì, di fronte alla maestosità dell’Oceano Atlantico.

Nel frattempo era anche arrivato il momento di spalmarsi la crema solare. Le mie amiche tedesche se ne sono spalmate circa quintale, mentre io solo un poco nel viso per cercare di abbronzarmi. 

La giornata è stata davvero perfetta. Sono tornata a casa felice e rossa come un pomodoro. Un’abbronzatura il 26 agosto non l’ho mai avuta. Come si suol dire, meglio tardi che mai!

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