È vecchia, ormai

“È vecchia, ormai.”

La donna in question ha 33 anni, uno  in meno di me.

A parlare, un mio amico in riferimento ad una ragazza seduta al nostro tavolo, che racconta quanto sia complicato trovare una relazione (seria) qui a New York. Ma quella ragazza, potrei essere io.

Sono in grande difficoltà in questo periodo. Sappiatelo. Qualcosa avrete sicuramente intuito dai miei ultimi post. Sono combattuta, estremamente combattuta. Tra carriera e amore. Tra rimanere e partire. E non trovo la quadra. Perchè, sostanzialmente, vorrei tutto. Ma forse, tutto tutto non posso avere.

Vi sentite anche voi, di tanto in tanto, in difficoltà su questi temi?

Noi donne nate negli anni 80 siamo cresciute a colpi di barbie e vestitini rosa. Personalmente, ho affinato nel tempo anche l’arte del saltare i fossi e del correre in bici per i campi sterrati. A scuola, ero definita il “maschiaccio” della classe. Non stavo ferma un attimo. Spesso venivo messa in punizione fuori dall’aula, con la maestra Ornella, l’insegnante di matematica, che mandava a chiamare mamma di continuo.

Poi ho preso tutt’altra strada. Il miracolo è avvenuto tra la seconda e la terza media. Da li, un crescendo.

Mancano dei modelli di riferimento, mi dice Nicole, mia cara amica e fonte di ispirazione per tutte noi donne con il suo lavoro dedicato al mondo del business al femminile. “Non abbiamo molti modelli da seguire, modelli di donne che siano bilanciate: in carriera, con compagni-e/mariti-moglie e figli e, magari, impegnate in qualche causa. E scarseggiano anche gli stessi modelli positivi, in versione single.” Modelli che siano raggiungibili. Reali.

E cosi non c’è da stupirsi se siamo in confusione. In perenne ricerca di stabilità, di equilibrio. Di modelli. Molte mie amiche, felicemente accompagnate in varie forme, sono poi infelici nel lavoro. Altre sono realizzate nella carriera, ma faticano a trovare la giusta persona con le quale condividere la propria vita. Altre ancora, hanno entrambe con mancanze di altro tipo. O, peggio, sono in relazioni tossiche, dalle quali fanno fatica a liberarsi.

Io sono divisa tra il volere fortemente una crescita lavorativa per la quale ho sacrificato tantissimo negli ultimi anni, e da sempre, in realtà, ed il puntare sulla famiglia. Le due cose spesso mi sembrano inconciliabili. Eppure per tanto tempo non è stato così. Sono stata sposata. Entrambi avevamo una carriera da perseguire.

Ma qui entra in campo il fattore crudele di cui sopra: il tempo.

Concetto molto diverso per l’universo femminile e quello maschile. Per forza di cose, ad un certo punto, noi donne dobbiamo scegliere. Da che parte stare. Che cosa fare. Solo che a volte non siamo nelle condizioni di poterlo fare. Avremmo bisogno di più tempo. E allora giù, con l’ansia dell’orologio biologico. Del tempo che passa. Delle prime rughe e delle ultime albe in riva al mare alle 6 di mattina.

Perchè ad un certo punto, diciamolo, non è più abbastanza. Vogliamo di più.

E la cosa che spesso ci blocca è il fatto di non avere il tempo. Cosa che ci fa anche prendere decisioni poco sagge.

In queste settimane mi sono chiesta tantissime volte se sto sbagliando tutto. Domanda che mi faccio molto spesso, da sempre. Se mi sveglierò un giorno e realizzerò di non aver preso la strada giusta.

Il fatto è che non lo so. E non lo sa nessuno. Se la strada è quella giusta. Tocca provarci. E vedere cosa succede.

Nel mio lavoro, mi scontro quotidianamente con una problematica: la resistenza al cambiamento. Clienti che vogliono cambiare, dare una svolta alla propria compagnia o a loro stessi, ma non sono davvero pronti a cambiare. Anzi, non lo vogliono fare davvero. E non se ne rendono nemmeno conto. Hanno invidivuato una problematica, e si sono mossi per risolverla. Sono arrivati fino a me per dare una scossa. E poi si bloccano. Perchè cambiare vuol dire mettersi davvero in discussione. Vuol dire porsi domande. Ed è molto difficile. E questo vale sia per noi come persone, che per le aziende.

Così il mio ruolo è proprio quello di far capire l’importanza del cambiamento, del non rimanere immobbili. Del diventare ogni giorno una versione migliore del giorno precedente.

Ecco, in questa fine estate io sto facendo i conti con me stessa. Con le mie debolezze.

Cosa ne esce, lo saprò a breve.

E lo saprete anche voi…

 

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandra vedove ha detto:

    Annalisa mai aver paura di cambiare te ne pentiresti poi!!! Quindi vai di pancia è sempre la cosa migliore
    Non pensare al tempo che passa: tutto ha una sua cadenza predefinita e… enjoyyyyy every single moment
    Kisses ale

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  2. trentazero ha detto:

    Capisco bene quello che dici, spero vada tutto bene una volta presa la decisione. 🙂

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