Anna & the city

“Ma come hai iniziato?”, Francesca mi guarda sbigottita.

“Ma come fai a trovare tutti questi uomini che ti raccontano cose cosí private?”, mi chiede Ilaria.

Novembre 2017. Francesca ed Ilaria, assieme a mamma e papà, sono venute a New York per l’uscita del mio libro. Sedute da Casa Enrique a Long Island City, non possono credere a quello che esce dalla mia bocca. Ma sotto sotto, sanno che se c’è una persona che può inventarsi queste cose, creare queste storie, quella persona sono proprio io. Che oso sempre, nonostante tutto.

Sorrido e poi dico “ma sono loro a cercare me!”.

Ed è proprio cosí. È partito tutto a gennaio dello scorso anno. Come sempre nella mia vita, per scherzo, ma neanche tanto. Avevo appena iniziato a mettere la testa fuori di casa per faccende diverse dal lavorare, mangiare, comprare cose che non mi servono.

Single da un bel po’, non userò l’altra parola che sapete non mi piace, mi sono ritrovata catapultata nella dating life di New York City. Un disastro! Non ero proprio pronta. Forse non lo sono tutt’ora…

Avevo un sacco di domande e poche risposte. Mi ero resa conto di conoscere pochissimo il mondo maschile. Voi direte, mica è difficile! Fatto sta che per una razionale come me, si è aperto un mondo. Dovevo capire. Come scelgono. Cosa vogliono. Perchè d’un tratto s’innamorano. Sono fedeli? Perchè tradiscono? Perchè abbandonano? Perchè ritornano?

E poi? E poi ho inventato un metodo. Una lista di domande da fare. Ho trovato un luogo dove farle. E soprattutto, una strategia per farli sentire a loro agio. Niente nomi, o meglio, solo nomi di fantasia, e profili mischiati. Cosí da non far mai capire di chi si stia parlando. Perchè gira che ti rigira, il mondo è davvero piccolo!

Pian piano si è sparsa la voce tra le amiche e gli amici, et voilà: le chiamate sono iniziate ad arrivare, senza bisogno di fare molte ricerche.

Cosí è iniziato Anna & the City. E sempre cosí ho trovato il mio Traghettatore… ma di lui ci sarà modo di parlare mooooolto più in là.

Per ora, dedichiamoci alla mia ricerchina. Un compitino fatto ad arte. Un’improbabile, seppur verissimo, studio antropologico che vi farà certamente sorridere. E qualche volta arrabbiare di brutto. Tutte storie realmente accadute.

Che cosa ho capito? Che sono come noi. Spaventati. Insicuri. Innamorati. Delusi. Appassionati. Dolcissimi. Sensibili. Furbetti. Di ghiaccio. Onesti. Stronzi. Gentili.

Si inizia la prossima settimana con… Bruno, il real estate agent (l’agente immobiliare). Siete pronti?

Che poi… voi come ve l’immaginate la dating scene newyorchese?

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Valentina ha detto:

    Non oso immaginare… o forse si!Avevo pensato esattamente anch’io ad un:Vale&TheCity con la differenza che la mia di city è Londra 😉 Aspetto con ansia il tuo prossimo post !

    Mi piace

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