C’era una volta

Oggi vi racconto una fiaba.

C’era una volta una bambina mora, con la frangetta lunga che le copriva gli occhi. Sempre con il mento in su, per poter guardar bene lontano, Anna sognava di diventare una manager. Parola di cui non conosceva bene il significato. Ma era cosí esotica!

Anna giocava a fare la grande nella scrivania del fratello Raffaele. Chiamate in diverse lingue. Gran movimento di mani sulla macchina da scrivere Olivetti. Appunti precisi e appuntamenti immaginari sull’agenda di mamma. Quelle che regalano le banche ad inizio anno. Con la copertina di raso rosso.

Passano gli anni ed Anna cresce. Al posto della frangetta un caschetto lungo. Gli occhiali blu. Il rossetto rosso. Un gran sorriso.

Studia, viaggia, conosce. Non si ferma mai. Anzi no. Si ferma anche lei. Temporaneamente.  Un incidente stradale la blocca a letto per quasi un anno. Il corpo. La mente no. Quella viaggia. Sempre. Indomabile.

Fino ad arrivare a New York. La Grande Mela. Peccato e purezza allo stesso tempo, luogo perfetto per la sua fiaba moderna.

Conosce il Principe Azzurro non appena atterra. È amore a prima vista. Per lei. Per lui mica tanto. E cosí se lo deve conquistare. Il suo Amore. Ed il suo posto nel mondo. In quella città che adora. Che diventa casa.

Solo che la fiaba non finisce come le altre. Non vissero felici e contenti. O forse si. In quella scatolina che lei tiene per se, dove tutto continua ed è sospeso nel tempo. Li ancora sono felici e contenti. E nessuno potrà cambiarla, questa cosa. 

Il finale di questa fiaba moderna, che finale non è, piuttosto un nuovo inizio, vede Anna sola a New York pronta a ripartire. A scendere in campo ogni giorno con la sua armatura fatta di colori e parole. E allora si inventa un progetto. Lo chiama “Il Mio Ultimo Anno a New York”. È una terapia, la scrittura come riparazione.

E questo sogno piano piano cresce. Non è più solo lei a crederci. Il sogno diventa di tutti quelli che si appassionano alla storia. Alla fiaba moderna di Anna e Marco. Una storia che diventa un grande messagio di rinascita e di resilienza. Perchè ragazzi, a chi non capita una grande, devastante, perdita nella vita?

Quello che conta è come si reagisce. Come si riparte.

E allora, siete pronti a vedere che cosa succede DOPO?

Cosa porterà la vita alla nostra Anna?

La fiaba continua…

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