12/13 IL SIGNOR NO

FLAG ITA Mio padre è il Signor No. Mentre il famosissimo Ludovico Peregrini con il suo baffo dispensava no a destra e a manca in tv, mio padre lo faceva (e lo fa tutt’ora) nella vita reale. Se gli si fa una domanda, qualsiasi domanda, la sua riposta iniziale è sempre e solo una: “NO”. E allora via con il piano di convincimento, ogni volta sempre più sofisticato. Io sono l’unica che porta sempre a casa il risultato in famiglia, perché sono quella che non si arrende. Mai. Sono anche la più piccola, il che conta sempre dai!

Forse è per questo, mi chiedevo ieri mentre preparavo la valigia (questa sera si torna in Italia, dopo un anno ci voleva!) che ad ogni porta in faccia, ad ogni no, ad ogni sguardo storto, passo avanti e continuo per la mia strada. Ancora più forte.

Non è proprio semplice. Richiede grandi energie. Soprattutto, richiede di credere in se stessi. Cosa nella quale non sono certo una campionessa, io che mi chiedo sempre se ce la farò, se sarò all’altezza. Del resto non ci sono alternative. Al primo tentennamento si cade, il vento è talmente forte che stare saldi a terra risulta difficile.

In questo 2017 ho fatto cose che non avrei mai pensato di fare. Quasi tutte belle. Di altre avrai fatto volentieri a meno, ma fanno parte del gioco.

Un libro che racconta la storia di Anna e Marco, scritta a quattro mani con la bravissima Susanna De Ciechi, è uscito a novembre. Il mio blog è cresciuto piano piano. Ho imparato ad avere a che fare con Uffici Stampa e giornalisti. Sono diventata cittadina americana. Ho conosciuto persone incredibili.. Ho anche capito che sono una persona complessa, come tutti noi siamo. Impaurita da quello che è successo negli ultimi anni. E per queso circondata da muri a volte insormontabili. Ho ascoltato tante storie, mi sono emozionata con voi e grazie a voi. Ho fatto errori. Alcuni molto basici. Ho lasciato un impiego sicuro per inseguire un sogno. Poco dopo sono finita in Colombia, per lavoro. In Norvegia due cari amici si sono sposati dandomi ancora una volta la conferma che l’Amore vince su tutto e va al di la di tutto. Geografia. Età. Cultura. Tradizioni. Sesso. Passato.

Ma la cosa più bella di quest’anno è stato tutto l’affetto delle persone che ho intorno, che credono in me, anche e soprattutto quando io vorrei mollare tutto perché il peso sta diventando grande. Perché scoprirsi cosi come sto facendo io rende molto vulnerabili. Ho aperto il mio cuore, e l’ho fatto con tutti voi. L’unica spiegazione che ho saputo darmi è che volevo vivere la vita. Non volevo star seduta ad aspettare qualcosa. Volevo esserne la protagonista. Forse perché ho la sensazione ben chiara di non essere io, davvero, a decidere.

E allora dovete perdonarmi se a volte sono irruente e determinata come un caterpillar.  Diffidente perché ferita. Dura perché messa alla prova. Siamo quello che siamo grazie al percorso lungo il quale camminiamo. Stiamo tutti cercando di fare il nostro meglio. Io sono estremamente grata per tutte le difficolta che mi sono arrivate (e mi arriveranno) nella vita. Perché da quelle si cresce e si evolve sempre tanto. E’ troppo facile rimanere quando tutto va bene. Tocca poi vedere chi rimanere quando le cose vanno male. Quando il gioco si fa duro… mica si scappa?!

Ecco trovata la spiegazione per il mio “I don’t take no for an answer“.  Se avessi ascoltato chi mi diceva di no, non avrei fatto nessuna delle cose che potevo anche solo immaginare. E ancora sai quante ne devo fare?  E allora piedi ben saldi per terra. Maniche rimboccate e via a lavorare con passione. Con gli occhi brillanti ed il mio miglior sorriso.

Let’s kill them all with kindness! 

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