Thanksgiving

FLAG ITA E ritorna ogni anno, questo sconosciuto: il Thanksgiving, o Giorno del Ringraziamento. Festa cosi americana, cosi’ sentita. E’ un po’ il nostro Natale,  la festa per eccellenza da passare con la famiglia. Il picco di voli durante l’anno negli USA si registra proprio intorno a questa data, l’ultimo giovedì di Novembre, giusto per farvi capire l’importanza di questa ricorrenza.

Come dice la parola stessa, Thanksgiving è stato pensato per ringraziare per quello che si ha nella vita, per le persone che sono intorno a noi, per la salute, per tutte le cose belle intorno a noi. Devo dire che a me piace molto come concetto. Mi piace prendere del tempo, almeno una volta all’anno, per ringraziare. E per ricordarsi di non dare mai nulla per scontato.

Negli ultimi anni sono sempre andata in Connecticut dai miei zii. Seduti intorno al tavolo, zio Vic parte con il suo ringraziamento e si fa poi il giro del tavolo cosi che tutti, se lo vogliono, possano a loro voglia ringraziare.

Il menu prevede ovviamente un gran tacchino con stuffing (n.d.r. il ripieno) fatto di carne, uvetta, pan grattato & co., cranberry sauce (n.d.r. gelatina di cranberries), mashed potatoes (n.d.r. pure di patate), sweet potatoes (n.d.r.  patata americana) e green beans (n.d.r.  fagiolini). E poi i dolci. Su tutti: la pecan pie (n.d.r.  crostata con crema di caramello ricoperta di pecan – – – > LA MIA PREFERITA!!!) e la pumpkin pie (n.d.r. crostata di zucca).

Belli pienotti ci si siede poi intorno a camino e si ciacola un po’, sorseggiando un buon tè.

Quest’anno ho fatto una scelta diversa. Con un gruppo di amiche andremo a fare volontariato in una chiesa ad Harlem. Prepareremo e serviremo il pranzo di Thanksgiving ai poveri. Credo che sarà un’esperienza emotivamente molto intensa. Per me è la prima volta e sono molto emozionata, devo dire. Dopo tutte le cose belle che stanno succedendo, avevo proprio bisogno di “ridare” qualcosa indietro. E’ certamente un piccolo contributo il mio, ma pur sempre valido.

La cena sarà invece a casa di una cara amica. Una buona bottiglia di vino rosso è già prontissima.

Voglio cosi approfittare anche io per fare i miei ringraziamenti “pubblici” a tutte le splendide persone che mi stanno aiutando con questo progetto, con questo sogno incredibile che piano piano sta prendendo forma:

MAMMA E PAPÀ: per tutti gli insegnamenti che mi avete dato e per aver camminato chilometri su chilometri a New York pur di starmi vicino e darmi una mano. Sono tornata da Boston ed ho trovato la lacca Malizia di papà ed ho fatto un gran sorriso. Grazie.

FRANCESCA: cara amica che ha fatto da guida, da “figlia acquisita” di mamma che l’adora, consulente immagine, assistente e tutto il resto. Grazie.

ILARIA: che da anni mi supporta e da forza quando le cose non vanno bene ed è genuinamente felice per me quando le cose vanno bene. Grazie.

MIRCO & ELISABETTA: per tutte le cene, le chiacchierate, il supporto di questi anni. Grazie ragazzi.

BRUNO & ANNE: per tutte le cene, per tutte le chiacchierate ed i consigli che mi avete dato negli anni. Resterete sempre i vicini di casa più cool. Grazie.

LA FAMIGLIA BONAVITA: per tutto l’aiuto, la compagnia, e l’affetto di questi anni, a e me e a Marco. Siete la mia famiglia americana. Grazie.

CARMINE E CRISTIANA: per credere in me e nelle mie idee e darmi la possibilità di realizzarle. Grazie.

ANTE: per la tua chiarezza di pensiero e tutti i consigli che sempre mi dai e mi fanno ragionare. Per essermi amico ed accettarmi cosi come sono. Grazie.

MARGHERITA: per aver portato una dose di freschezza nella mia vita ed essere un’amica preziosa ed affettuosa, oltre che una fotografa talentuosa. Grazie.

VIRGINIA: per aver portato il famoso raggio di sole in un momento della mia vita in qui c’era solo il buio. Da li è iniziata la mia rinascita. Grazie.

ISABELLA, ZARIFA, SUSANNA, SERENA, e tutto il team de “Il Mio Ultimo Anno a New York”: grazie per aver reso il mio sogno possibile.

A VOI TUTTI, CHE SEGUITE QUESTA PAGINA: grazie per l’affetto che mi dimostrate quotidianamente.

A MARCO: per continuare a vegliare su di me. Lo so che ci sei, lo sento.

 

 

 

 

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