2/13 – VALENTINO

FLAG ITA  E poi la mia vita e’ cambiata.

Era il 29 maggio del 2006 e stavo per entrare nell’ufficio di una delle aziende di moda più rinomate del mondo: Valentino. Quella mattina mi ero vestita di tutto punto per quel primo giorno di stage. Avevo optato per un outfit semplice, ma con la particolarità delle scarpette rosse. Ero partita da casa, nel Queens, prestissimo perché mai e poi mai sarei voluta arrivare in ritardo. Mi ero fermata nello Starbucks all’angolo tra la 6ta Avenue la 42ma Strada. Ero arrivata talmente presto che mi ero poi seduta a Bryant Park ad osservare la città correre velocissima nelle prime ore del mattino. Mi ero seduta su una delle tantissime sedie verdi con il mio primo caffe’ americano. L’avevo ordinato black e unsweetened (nero e senza zucchero). Poi mi ero incantata a guardare il Grace Building all’altro lato della strada che mi accarezzava visivamente con la sua curva sinuosa. Poco a destra intravedevo tra gli alberi verdissimi il profilo dell’arco del building dove avrei lavorato io, al numero civico 11. Nel mentre erano passati un paio di elicotteri, le ambulanze in lontananza si erano fatte sentire con il loro lamento, e un uomo era passato fischiettando con il New York Times sotto braccio.

Sorseggio un altro po’ di caffe’. Poi guardo l’orologio. E’ ora. Sono le 8.29. Mi dirigo verso il mio edificio. Attraverso le strisce con il cuore che batte fortissimo, il Chrysler Building sullo sfondo. Chissà che cosa troverò li dentro, mi chiedevo. Chissà chi conoscero.

***

FLAG US Then my life changed.

It was May 29th 2006 and I was about to enter the office of one of the most renowned fashion companies in the world: Valentino. That morning I particularly curated my outfit. I wore something simple, except for that little bit of red color on my shoes. I left home, in Queens, very early. Never in my life did I want to be late on my first day of work. I stopped at the Starbucks at the corner of 42nd Street at 6th Avenue. I arrived so early that I had the time to sit at Bryant Park and observe the city’s craziness in the morning. I sat on one of those green chairs at the park with my very first americano in hand. I had ordered it black and unsweetened. Then I was captivated by  the Grace Building standing right in front of the street opposite to me. To its right, hidden by the tree branches covered with green leaves, I spotted the arch of the building where I would be working, at 11 West. In the meantime a couple of helicopters flew over my head, I could hear the ambulances lamenting a few blocks down, and a man had walked by me whistling with his copy of the New York Times.

I sipp a bit more coffee. Then I look at my watch. It was time. 8.29 AM. I walk towards the office. I cross the street, the Chrysler Building in the background, with my heart beating. I wonder what I will find there, at the office. I wonder who I will meet.

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