Ammalarsi a New York

Succede.

Succede soprattutto ad una come me che, durante una recente visita di controllo si e’ lascia scappare: “un vaccino influenzale io? Nooo, e’ da 10 anni che non mi ammalo. Ho le difese immunitaria molto alte, io”. Questo era 10 giorni fa circa. Quando ho chiamato la mia dottoressa completamente afona (non vi dico per farmi capire, mi veniva anche un po’ da ridere per la situazione), lei ovviamente mi ha fatto notare che ogni anno mi propone il vaccino influenzale ed io le dico sempre di no. Non fa una piega.

Lunedì sera esco dopo il lavoro per un appuntamento e subito dopo per una cena in un posto speciale come Augustine a TriBeCa. Compagnia eccellente. Cibo ottimo. Dessert (tarte tatin) da farmi quasi commuovere. Dieta addio. Usciamo e continuiamo la serata in un posto surreale e proprio per questo perfetto: Mari Vanna, uno chicchissimo ristorante russo (approvato da una delle nostre amiche moscovite) che il lunedì sera mette musica a palla dopo le 23 (russa ovviamente) e via tutti a ballare…

Sono tornata a casa in taxi felice. Estremante felice. Felice di sentirmi viva, di potermi ancora sorprendere nonostante i miei quasi 11 anni a New York. Soprattutto di aver imparato qualcosa di nuovo. E conosciuto due persone davvero speciali.

Il giorno dopo, martedì, sarebbe stato the day, il big storm day – il giorno della grande tempesta di neve, per dirla in termini catastrofisti stile telegiornale italiano.  Quindi sapevo che l’ufficio sarebbe rimasto chiuso. Ero tranquilla. Avrei potuto dormire leggermente di più rispetto alla mia media, alzarmi e trovare New York innevata. Lavorare da casa con un buon tè. Osservare la neve cadere sul waterfront. Cosa volere di più?

E puntuale e’ arrivata, come la muerte direbbe il mio amico Diba. Martedì mattina. Ore 3.00. Mi sveglio sudata fradicia e in preda al convulso. Brividi, brividi, brividi. Ho capito subito. Ma mi sembrava impossibile. Io, che non mi ammalo mai? E poi via l’ansia. Come faccio con tutti gli impegni della settimana? Per prima cosa prendo l’I-Phone e guardo il mio calendario. Un po’ come se in realtà potessi decidere io quanto stare male. E guardare il calendario avrebbe cambiato le cose, in un senso o in un altro. Settimana pienissima. Non posso ammalarmi. Mi alzo, prendo non mi ricordo bene che cosa, torno a letto convinta che di li a poche ore mi sarei svegliata e tutto sarebbe stato magicamente a posto. Perché non potevo proprio fermarmi questa settimana dove in media la mia temperatura corporea e’ stata di 39.2 C ed il mio collo e’ diventato simile a quello di Terminator per via dei linfonodi ingrossati…

terminator.png
Terminator… da notare la larghezza del collo… 

Mentre scrivo questo articolo e’ venerdì sera, sono le ore 23.07. Dopo 5 giorni riesco a riprendere tutto in mano. La febbre e’ sotto controllo, mentre l’amico Spreptococco e’ qui con me e credo non mi lascerà ancora per qualche giorno. E’ vero, ho perso un sacco di appuntamenti per me importanti questa settimana. In compenso:

  1. Ho rivisto il Gattopardo, The Graduate, a Midnight in Paris, The Big Short, Spotligt, La Vita e’ bella, All Good Things e… Vacanze Romane
  2. Ho dormito, perché non avevo forza di far altro, a parte guardare i film di cui sopra nei pochi momenti di lucidita’ quando la febbre non era sopra i 39
  3. Ho lasciato messaggi a tutte le mie amiche con la mia fantastica (non) voce rauca
  4. La mia rommate ha fatto la spesa per me (grazie Deb!!!) pero’ quando le ho chiesto di prendere le arancie mi ha portato a casa i mandarini. E adesso come faccio a fare le spremute per riprendermi?
  5. La mia amica Anne mi ha portato una borsa piena di provviste ed una sorpresa graditissima: la nutella!!!! Come mi conosce bene.
  6. Ho chiamato la mia mamma ed il mio papa’ per farmi compagnia. Via skype era come averli vicino a me. Loro mi parlavano, io ero a letto e non partecipavo a nessuna conversazione. Ma mi hanno fatto tanta compagnia  e li ringrazio tanto…
  7. Mi sono depurata. E’ come se avessi fatto una detox liquid diet, senza deciderlo… il che mi porta al punto #8
  8. Sono dimagritaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! Un Kg, forse 1.5… ma e’ sempre un inizio no? =)

Avete presente la scena del Diavolo Veste Prada (foto sotto) dove Andrea – Anne Hathaway Dice ad Emily – Emily Blunt che e’ molto magra e lei si esalta?

                                  Emily: Andy, sei molto chic

                                  Andrea: Oh, grazie Emily. Tu sei cosi’ magra!

                                 Emily: Davvero? Si, e’ per Parigi. Sai sto facendo una nuova dieta…

Emily Blunt

Ecco, l’unica cosa buona dopo una settimana a letto con la febbre a 39, le placche nella gola e dolori a tutte le ossa e’ questa. Magra consolazione, passatemi in gioco di parole. Del resto io trovo sempre una cosa positiva.

E’ la mia prerogativa.

Buonanotte ragazzi!

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