MARTY & THE CITY – Little Italy

Mancava sempre meno alla partenza della mia più cara amica a New York, Giulia, ragazza di 27 anni di Milano, stagista nel settore marketing di un’agenzia turistica da quasi un anno. 

È stata una delle tante che ho conosciuto nel mio dormitorio, quella però con cui ho legato più di tutte finora. Non è solo perché è italiana e perché con lei posso esprimermi al 100% senza temere di essere capita male, ma perché è una di quelle ragazze che sembra di conoscere già da una vita.

Lo dico sempre che quando si va all’estero, lontani da casa propria, è molto più facile fare amicizia e instaurare rapporti solidi, ma è anche vero che trovare una persona di cui riesci a fidarti e con cui riesci ad instaurare un legame sincero, è la parte più ardua.

Ho attraversato molte fasi da quando sono arrivata a New York. La mia prima fase è stata quella dell’insicurezza e dell’ansia di conoscere il più possibile persone per sentirmi meno sola e per capire quali fossero quelle più simili a me. Poi è stata la volta della fase della selezione di queste persone, perché, per le meno io, non riesco a coltivare troppe amicizie ma preferisco uscire con pochi ma buoni. Ho conosciuto Giulia nella mia ultima fase, quella della stabilità e dell’equilibrio ormai raggiunto dopo 4 mesi dal mio arrivo. Sarebbe stato bello poter passare più tempo insieme, ma purtroppo era arrivato il momento per lei di dire ciao a questa bellissima città e a questa straordinaria esperienza. 

Non c’era modo migliore di festeggiare la partenza di una cara amica italiana a Little Italy, proprio nel giorno della festa di San Gennaro. C’era una via lunga che richiamava molto le tipiche stradine italiane e c’erano parate, giochi, venditori di cibo italiano e un’infinità di luci e bandiere appese del nostro bellissimo paese. 

Inutile dire quanto ci si senta orgogliosi di essere italiani in questi momenti. Non è scontato trovare un quartiere italiano in una delle città più famose del mondo e leggere a caratteri cubitali i nomi dei piatti italiani per attirare i turisti. È chiaro che il cibo non sia perfettamente uguale a quello nostro. L’italianità si è un po’ persa col tempo perché tanti commercianti hanno venduto le proprie attività agli stranieri che poi spacciano il cibo per quello italiano. In ogni caso è un posto da visitare per sentirsi un po’ come a casa propria. 

Per la cena abbiamo scelto un ristorantino molto intimo pieno di lucette e piante. Eravamo una lunga tavolata di amiche che di fronte a un bel piatto di spaghetti alla carbonara, brindavamo alla partenza della nostra cara amica Giulia! 

Mi mancherà. Era una delle sicurezze che mi ero costruita. Ma questa è la vita, le persone qui vanno e vengono e si deve andare avanti per la propria strada. Ci rivedremo a Milano e magari scoppieremo in un bel pianto nel ricordare questa magnifica avventura e i tanti momenti condivisi insieme nella nostra amata New York.

A presto Giulia!

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