Paura

Ho paura.

Lo ammetto.

Non avevo capito subito cos’era. Ero bloccata. In disequilibrio. Sospiravo di continuo, incerta sul cosa fare. Vagavo infelice per le vie di New York. Con il mio sorriso stampato in volto. Nonostante tutto. Solo gli occhi a tradirmi. Per chi mi conosce bene. Lo specchio della mia anima, da sempre.

La risposta é arrivata dopo una notte insonne, l’ennesima. E la Signora Tommasa che mi fa notare via Skype che ho due occhiale profonde che mi scavano il viso. Che lo incidono con forza brutale: “ma cosa ti sta succedendo?”, mi chiede.

Mi alzo. Doccia. Mi vesto come se dovessi andare all’appuntamento più importante della mia vita. Quello con me stessa. Oggi ho deciso di fare i conti con la brunetta dal taglio nuovo. Quella con il rossetto rosso e l’anello d’argento a forma di cagnolino sull’indice della mano sinistra. Ho deciso di guardare allo specchio e vedere se mi piace ancora quello che é riflesso.

Ho una grandissima paura dentro. Di aver sbagliato tutto. Di non sapere davvero dove sto andando. Di non avere il tempo di fare le cose che ho in mente.

É tutto cosí veloce. La vita sta volando via di fronte al miei occhi. Ed io voglio che conti. Che non sia un passaggio senza traccia. Nel mio piccolo voglio lasciare il segno.

Tutti mi dicono che é normale, dopo il turbinio dei mesi scorsi. Su e giù per l’Italia. A conoscere tanti di voi. A raccontare la storia di Anna e Marco.  Ora c’é il famoso contraccolpo. O rinculo che dir si voglia. La fase di ritorno alla normalità. Con una vita che non può più esserlo davvero, perché nel frattempo sono cambiata io. Che poi che cos’é la normalitá? Mah!

Mi devo re-inventare nuovamente. Nuovi progetti. Nuovi obiettivi. Nuove persone da incontrare. Ed io mi sento molto stanca e allo stesso tempo inarrestabile. É come se avessi vissuto giá due vite. Ed ora fossi alla terza, con una maturità ed una complessità emotiva sempre più intense. E non so dirvi se aiutano o no. A volte sarebbe meglio porsi meno domande. Essere più leggeri.

Ecco: quando ci sono questi momenti c’è solo una soluzione, credo… staccare. Ripartire dalla base. Il viaggio a New Orleans del fine settimana cade a pennello. Passare del tempo con le figlie di Jenn e con un’amica che mi conosce da anni mi riporterà alla realtà. Perchè gira che ti rigira, a me piace proprio quello. La realtà. Tenere i piedi ben ancorati a terra. Capire cosa mi sta intorno. Senza montarmi mai la testa.

Jenn mi conosce davvero bene. Non occorre che io parli. Intuisce. Guardandomi solamente. C’é e ce stata. Prima, durante, e dopo. Ed ora é il mio punto di riferimento: mamma di Lulu e Violet, compagna ed imprenditrice. “She has it all”, verrebbe da pensare. O forse no. Perché nessuno di noi ha davvero tutto. Ci sono sempre rinuncie e scelte da fare. Viste da fuori le vite altrui sembrano così belle, così perfette. Eppure non lo sono quasi mai.

E allora dai, si riparte ragazzi. Ci si rimette in moto. Più forti di prima, come sempre accade dopo un momento di ridefinizione. Le difficoltà servono proprio a questo: a ripartire.

Sospiro profondo e via. Con leggerezza.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Assunta Iannotta ha detto:

    Cara Anna grazie della condivisione. Riesci a esporre molto bene le tue emozioni tanto da farle provare quasi con la stessa intensità. A.

    Mi piace

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