5/13 Max SoHa

FLAG ITA  Esiste un posticino a me caro, molto caro. Si chiama Max SoHa e si trova sulla 123ma Strada all’incrocio con Amsterdam Avenue, a pochi passi da Columbia University. Siamo nel quartiere di Harlem, per la precisone a SoHa – South Harlem.

Quando vivevo a Casa Petita ci andavo spessissimo, richiamata dai rigatoni alla siciliana e dai crostini ai carciofi. Era un po’ come sentirsi a casa.

Piccolo e cozy (accogliente) come diciamo noi qui a New York, era il ritrovo perfetto di studenti e professori in pausa pranzo. Ricordo con affetto un “personaggio” in particolare. Lo trovavo sempre seduto al bar, intento a bere un americano e a leggere il Sole 24 Ore on line. Se non ricordo male, si chiamava Tommaso Maria, era di Firenze ed aveva quell’accento tipico toscano irresistibile con le “c” che “saltano”. Avevo scoperto che insegnava Teoria dei Giochi e dopo aver idottrinato orde di studenti (e studentesse) adoranti prima a Bocconi e poi a UCLA, era arrivato a New York.
Gli piacevano le auto d’epoca. C ‘era questa voce che girava di lui in giro per la campagna toscana con la sua Alfa Romeo Giulietta Spider rossa.

Il Prof., come iniziai a chiamarlo ogni volta che me lo trovavo davanti da Max SoHa, aveva una particolarità: tutte le sue camicie, sempre sbottonate fino alla quarta asola, avevano un buchetto in corrispondenza della manica di destra… o almeno io mi ero fatta questa idea dopo averlo visto per ben due volte con i buchi. E niente. il Prof. era poi diventato parte del nostro giro. Mio e delle amiche che vivevano in zona.

Chissà che fine avrà fatto il Prof. ora. L’ho perso di vista dopo essermi spostata a LIC. Ma di questo parleremo la prossima settimana…

FLAG US There is a place that is very, very dear to me. It’s called Max SoHa and it’s located on 123rd Street at the corner with Amsterdam Avenue, a few steps away from Columbia University. We are in Harlem, to be precise in SoHa – South Harlem.

When I lived at Casa Petita, I used to go there quite often, the pasta rigatoni alla siciliana calling from far away with the artichoke crostini. It always felt like being at home there.

Small and cozy, it was very easy to find students and professors on their lunch break there. I remember with affection one man in particular. He would be sitting at the bar, drinking an americano while reading Il Sole 24 Oreon line. I believe that his name was Tommaso Maria, he was from Florence and he had that irresistible accent that forgets to pronounce letter “c”. I had discovered that he was a Game Theory professor and that he had taught at Bocconi University and UCLA, before moving to NYC and after conquering the hearts of students on both sides of the world.
He loved vintage cars, and there was this gossip going around of him driving in the Tuscan countryside with a red Alfa Romeo Giulietta Spider.

The Prof., as I started to call him every time I would find him at Max SoHa, had one peculiarity: all his shirts, which would always be unbuttoned to the fourth buttonhole, had a tiny little hole by the right armpit… or at least that was the conclusion I had come to after seeing him twice like that. Prof. had become part of our clan right away. My girlfriends and I loved him.

I wonder where Prof. is now. I lost contact with him after moving to LIC. But I’ll talk about this next week…

Annalisa_Settembre_DSC8091

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