3/13 UNION SQUARE

FLAG ITA  Union Square e le mille camminate su e giù per la piazza. A comprare fiori, immancabili a casa. E frutta e verdura fresca. Direttamente da Upstate New York. Con i “contadini” avanzati, perché anche loro qui a New York alla fine sono dei veri business men: vendono uova organiche, pollo cresciuto in ambiente “casalingo”, miele a chilometro zero e cosi via. Tutte cose che adoro. Che mi fanno sentire a casa.

Ogni volta che ci vado penso all’orto dietro casa, coltivato con dedizione da mio padre e mia madre. All’insalata colta e mangiata, alle fragoline che crescono sotto i tre alberi di kiwi. E poi i ravanelli, le carote e gli asparagi. Adoro le verdure interrate. Quelle che non sai mai se sono veramente pronte o no. Per gli asparagi, spunta la testina dalla terra. Per le carote e i ravanelli, bisogna vedere la grandezza della foglia. E’ pura magia pensare che queste cose escano per davvero dalla terra. Io sono nata cosi. In campagna. Con nonna Maria o zia Antonietta che ogni settimana preparavano il cestino di vimini con le uova fresche, rigorosamente coperto da una tela a quadratini bianchi e rossi. Con mia madre che tirava il collo alle galline. Con l’odore delle penne (sempre delle galline) bruciate. Con la vendemmia fatta nei campi dei nonni e nel piccolo vigneto dietro casa.

E’ per quello che adoro Union Square. Mi riporta a casa, in un certo senso.

Ma sono i fiori quello che mi fa ritornare puntualmente a Union Square. C’e’ uno stand in particolare che vende fiori da campo. Non le solite rose, i soliti tulipani. Bensì margheritine, denti di leone, violette, genziane, papaveri. Ho preso l’amore per i fiori da mia madre, che li conosce tutti per nome ad ha tutt’ora il giardino più bello di tutto il paese. A mio modesto parere. Ma sono di parte.

Ecco. Union Square e’ il mio posto sicuro. Dove mi sento a casa. Torno sempre straboccante di borse e, puntualmente, chiamo ma madre e le racconto di tutte le cosine che ho comprato. Le faccio vedere i fiori, insieme decidiamo in che vaso metterli. Il mio lato creativo viene sicuramente da lei che, come molte donne della sua generazione, sa fare tutto. Ma per davvero tutto.

Che cosa fara’ Anna a Union Square? Chissà in che momento della sua vita a New York si ritroverà a frequentare questa piazza.

FLAG US Union Square and the thousand times I walked around it. To buy flowers, never missing in my home. And then fruits and vegetables. Directly from Upstate New York.  With 2.0.  farmers selling them… ‘cause they also have business acumen here: organic eggs, chicken grown in one of the many farmhouses, local honey and so on. All things that I adore.  That make me feel at home.

Every time that I find myself in Union Square, I think about the vegetable garden in my parents’ backyard. Mum and dad patiently grow all their veggies with the utmost dedication. I think about the salad cut and eaten within 10 minutes from one step to the other, the tiny strawberries that are growing below the kiwi trees. And then the radishes, the carrots and the asparagus. I have a special thing for veggies that grow below the level of earth. To know whether they are ready to be picked or not, you kind of need to be an expert. Which I proudly happen to be. For the asparagus, you need to see the little head out of the soil. For radishes and carrots, it all depends on the size of the leaves… and you can investigate a bit more with your finger to see their color and size. Isn’t it magic to know that things are literally coming out of simple earth? This is how I was raised. In the country. With nonna Maria and aunt Antonietta putting aside fresh eggs in a wicker basket, always carefully covered by a rag with tiny red and white squares. With mum wringing chickens’ necks. With the smell of feathers (the chickens’) burning. With the grape harvest in my grandparents vineyard and in my parents’ own tiny backyard happening every September.

This is why I love Union Square. It brings me right back home.

But the real reason why I keep coming back to this square is another: the flowers. There is one vendor in particular that is my go-to-flower-expert, and she sells wildflowers. Not the usual roses and tulips. But rather wild daisies, dandelions, violets, gentians, poppies.  I got this flower fever from my mother. She knows all the names of any flower and to this day she has -in m humble opinion- the most beautiful garden in town. But well, I am not that objective here.

Anyway. Union Square is my safe place. Where I feel at home. I constantly come back full of bags and I immediately call my mum and I show her all the things I bought. I show her the flowers and together we decided in what vase to arrange them. My creative side definitely comes from her. She is one of those women, like many others of her generation, that can do pretty much anything. Literally, anything.

What will Anna do in Union Square? And at what point in her NYC experience will she spend time there?

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Looove Union Square!!!

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