Iv, Sex & the City & le palme giganti

E’ il lontano 2006. In una caldissima serata di fine luglio vado a trovare Ivana, Iv per le amiche, anche lei expat veneta tra le fortunate a trovare lavoro a New York in quegli anni. Quando si presentava Ivana diceva sempre: “Hi, I am Ivana, I work in fashion”. E allora noi tutti la prendevamo in giro, affettuosamente, in particolare Marco con qui aveva un rapporto di amore e odio. Lei in compenso si riferiva a noi come gli Omiccioli’s: cosa che a me piaceva proprio tanto.

In quella caldissima serata di fine luglio, nel collegio solo per donne dove Ivana aveva trovato casa per un periodo, guardammo quella che sarebbe stata la mia prima puntanta di Sex & the City. Incredibile ma vero, ne avevo sentito parlare prima di venire a New York ma non avevo mai visto una puntanta. Iv sarà felice di sapere che è stata lei a darmi questa introduzione al mondo super rosa e super cool di NYC a quelle quattro donne così diverse e così spettacolari messe insieme. Dicevamo sempre che lei era Carrie, mentre io ero lo moretta tranquilla. Così pare.

Ci ho pensato proprio oggi, ad Iv, a Sex & the City e a quella foto in cui Carrie ha quella maglia con un mega fiocco (o fiore?). Oggi il mio outfit prevedeva: sneakers bianche con dettaglio dorato, pantagonna lungo nero a fiorellini (comprati con Virgy) ed una maglietta di un ottimo cotone, morbido e fresco, con una grande rosa in tulle anche lei nera. Insomma, oggi ero stilisticamente inspirata. Mi capita, specialmente nei periodi dove sono triste e tutto va storto. Io reagisco così, dò il meglio. Se tutto va bene, è troppo facile. A noi piacciono le cose difficili, vero M?

A fine giornata oggi sono poi arrivate le tre palme giganti. Se mi dovessi fermare a leggere tutti questi segnali, non so cosa ne uscirebbe. Di certo sto prendendo ed accogliendo tutto quello che arriva nella mia vita (piante giganti, nuovi amici, e viaggi inaspettati; in ordine sparso). Non dico di no a niente (o quasi). Sperimento, provo, mi metto in gioco. E’ una fase molto particolare questa. In tutta onestà non mi aspettavo di ritrovarmi nei miei early thirties a vivere con una rommate e a fare ancora gli aperitivi nelle terrazze, a scegliere gli outfit più giusti, a fare le sorprese ai miei colleghi… a ridere di gusto e stupirmi delle cose belle. A chiedermi il perchè delle cose in maniera costante, ancora non ho trovato tutte le risposte. Al voler circondarmi solo di persone positive che portano felicità nella mia vita. Le altre? Pussa via.

Credo richieda molto coraggio questo processo, richiede anche di lasciare indietro alcune persone che non sono sane per questo mio momento così delicato. Dico Delicato perchè tutto sembra calmo, ma niente lo è, per nulla. Tutto sembra in equilibrio, ma ogni piccola cosa può mandare tutto in tilt. Tutto può succedere. I giochi sono aperti. Io ovviamente mi aspetto solo cose fantastiche, perchè sono fatta così e le cose brutte non le vedo e non le immagino proprio. Mi sono chiesta come ciò sia possibile, dopo quello che mi è accaduto. L’ho chiesto anche alla mia terapista, Maria Ignancia, che mi ha guardato con i suoi spessi occhiali rossi, muovendo leggermente il collo verso destra. MI mi ha detto: piuttosto che chiederti come sia possibile, chiederti cosa puoi fare per focalizzarti solo ed esclusivamente sulle cose che ti rendono felice. L’ho raccontato a mia mamma, la super Tommy, la quale mi ha detto che la stessa cosa me la poteva dire lei. Gratis. Che mamma super pragmatica la mia! Non si smentisce mai. =)

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