I did it!!! =)

FLAG ITA  E’ ufficiale ragazzi! =)

Esame passato… ora devo solo attendere la data della cerimonia e poi ci siamo. Ancora qualche settimana e saro’ ufficialmente italo-americana! Ovviamente vi porterò con me anche alla cerimonia ufficiale.
La foto (sotto) della nostra Kiara, e’ stata propiziatoria!!!!
Curiosi di sapere com’e’ andata la giornata? Beh, vi racconto che e’ stata una un po’ (tanto!) movimentata, con tanto di giro in macchina con una pattugli di policemen e corsa all’Apple Store dove sembravo disperata ahahahaha
Estremamente emozionante dal mattino, nel pomeriggio ha preso tratti quasi tragici… ma noi siamo abituati a challenge molto più difficili, vero ragazzi?
Ecco qui la cronaca semi seria, eppure verissima.
Mi sono alzata. Sono andata a fare la mia passeggiata mattutina di 45 minuti, intanto ho chiamato mamma per dirle quanto contenta ed emozionata fossi. Tornata a casa ho fatto la doccia, ho indossato la mia vestaglia di seta nera ed ho fatto colazione con latte e cereali. Ho messo l’outfit selezionato la sera prima (ok ok, l’avevo in mente da mesi!!!): vestito di seta blu, rosso e bianco, in onore del mio paese. Trucco leggero. Niente rossetto rosso per questa occasione istituzionale. Ho preso la mia borsa delle grandi occasioni, in pelle di vitellino morbidissima, e l’ho riempita con tutti i documenti necessari. Ho infilato pure la mia maxi sciarpa con la bandiera americana, ben ripiegata più volte. Per scaramanzia non avevo l’ancora mai indossata. E poi la mia collana porta fortuna sotto il vestito. E’ sempre li a proteggermi nei momenti più importanti. Ho preso la metro numero 7 e poi la rossa fino a Chambers Street. Ho camminato fino all’appuntamento con gli Oasis come sottofondo. Sono arrivata un po’ prima. Dovendo partire per Los Angeles volevo assicurarmi di avere tutto il tempo di tornare a casa e riuscire.
L’intervista e’ stata veloce e molto bella. Domande tutte brillantemente risposte (erano facilissime) ed ho pure parlato con la mia esaminatrice di questo blog e del libro. Credo di avere da oggi una “fan” in più. Mi ha chiesto perché volevo diventare cittadina americana. Le ho dato la mia risposta, che voi sapete bene: “perché da quanto vivo qui, sto vivendo il mio sogno americano, fatto di sacrifici, di difficolta, ma anche di tante soddisfazioni. E voglio continuare proprio cosi. Vivendo questo sogno e dando la possibilità ad altri di viverlo”. Mi ha detto che in tutti gli anni di carriera, nessuno le ha mai dato una risposta più bella. Ci siamo strette la mano e salutate.
Sono uscita e camminavo 1000 metri sopra il cielo. Dovevo subito condividere questa cosa bellissima. E cosi’ ho chiamato mamma e papa’. Erano loro a dover sapere per primi di questo obiettivo raggiunto. Via di FaceTime… siamo tutti felici. Mia mamma già spera di vedermi tornare a casa presto (mmmmmh, not sure about that!!!).
Se non che, e qui inizia la parte incredibile, sento una presenza sospetta da dietro. Un ragazzo mi tarpina, ma non ho tempo di rendermene conto che… mi prende con forza l’phone dalle mani e scappa via con il suo skateboard. Si. Se l’e’ ciulato come si dice a Milano.
Io ho avuto un attimo di panico e poi. E poi mi sono guardata intorno e mi sono detta: “ok, ho un problema. Devo trovare una soluzione”. Marco sarebbe stato estremamente fiero di me.
Mi guardo intorno e vedo un signore che si avvicina e si scusa con me. Mi dice: “avevo visto che ti stava vicino da qualche blocco. Lo tenevo sotto controllo perché temevo ti succedesse qualcosa, e poi e’ stato tutto troppo veloce e non sono riuscito a fermarlo”. Il signore, Randy, chiama per me il 911. Dopo pochi minuti arriva la pattuglia della polizia con tanto di sirene a palla. Tutti guardano me e Randy. A me scappa da ridere: perché ragazzi, la vita e’ questa. Un attimo ti da tutto. L’attimo dopo non ti lascia nulla. Io l’ho sperimentato più volte e quindi ormai sono “serena” in queste situazioni.
Infastidita. Ma serena.
Insomma, finisce che mi ritrovo al Precint – Distretto di Polizia, numero 1 (a TriBeCa) e fare la deposizione con un Detective di quelli tipo “Law & Order”. Senza contare il giretto in auto della polizia (sempre a sirene a palla) ed io dietro come una criminale… in compenso sono arrivata e mi hanno fatto sedere dentro il loro “hang out place” invece che in sala d’attesa. A me e’ sembrato di essere dentro un film.
Ah, da notare che ho raccontato del blog e del libro anche ai due poliziotti e al detective che ha preso i miei dati, ai quali ho dato anche la mia business card ed ho detto che mi seguano (!). Ho spiegato loro che e’ sempre stato il mio sogno poter raccontare nel blog di come lavorano i famosissimi NYPD – New York Police Department. Peccato solo che non avendo il cellualare con me, non ho potuto documentarlo.
Finisce che io corro all’Apple Store a prendere un cellulare temporaneo che settano nel tempo record di 15 minuti (ok, gli ho fatto vedere qualche lacrimuccia… ahahah). In ritardo di un’ora, corro a casa come una pazza. Mi vesto in 5 minuti. Corro a prendere la metro perché all’ora di punta in taxi “CIAONE!”, e arrivo dopo circa un’ora, decisamente trafelata ma in tempo per prendere l’aereo.
E sapete cosa vi dico? Sono troppo felice perché questa cosa mi tocchi oggi. L’unica cosa che mi spiace e’ la preoccupazione che ho dato a mia madre, che per qualche secondo ha fatto un FaceTime con il mio scippatore. E, preoccupatissima che mi fosse successo qualcosa di brutto, ha contattato via Facebook tutti i miei amici qui. Anche quelli che non parlano italiano. Perché sapete, mia mamma e’ estremamente piena di risorse. So che se dovesse mai capitarmi qualcosa, lei si attiverebbe e andrebbe in capo al mondo per me.
Ecco. Ho una mamma fantastica. Sto bene di salute. Sto vivendo questo sogno fantastico insieme a voi… non serve nient’altro. Il cellulare si ricompra. E al ragazzino con t-shirt bianca, capellino da baseball & co dico: non ce l’hai fatta a togliermi il sorriso! Tie! =)
(Gli auguro solo che gli venga il “canotto”, come si dice da noi in Veneto, per qualche giorno…).
A tra poche ore ragazzi. La California ci aspetta!
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